La casta.

di Studio legale Porci & Cane

L’altro giorno sono andato dagli ufficiali giudiziari, quelli che sulla relata si fanno chiamare “UNEP presso la Corte d’Appello di Roma”. In realtà sono a Via Lepanto, quindi al Tribunale Civile, e non so per quale ragione storica abbiano ancora questo nome … Forse sarà per motivi di circoscrizione di competenza, ma fondamentalmente non me ne fotte un cazzo e non andrò neanche su wikipedia dal blackberry per controllare.
Non ho mandato i praticanti perchè mi facevano una pena dell’anima: Massimiliano è un periodo che gli rompe il culo e sospetto che voglia fare fuori la praticante, che in effetti non serve davvero ad un cazzo se non a fare le iscrizioni a ruolo la mattina all’alba.

Prendo il numero alle 8:30, mando affanculo una ragazza di un’agenzia che mi passa col trolley sui mocassini nuovi.

Fumo un sigaretta sul terrazzo dell’ufficio, vado a fare colazione da Faggiani e poi mi decido ad affrontare la fila in piedi in mezzo alla folla per evitare di far saltare il mio turno… metti caso che ‘sti stronzi di ufficiali decidessero di mettersi a lavorare come Cristo comanda per 20 minuti.

E’ una mattinata strana, sembra primavera, e non trovo neanche un collega con cui chiacchierare.
Sono incazzato perchè Tavarelli mi devi portare 7.000 euro da due mesi, e ogni settimana mi dice che passerà venerdì prossimo. Io da tre settimane gli dico che questa è l’ultima volta che gli concedo una proroga.
Insomma mi devo sfogare con qualcuno.

Trovo un ragazzo seduto fuori l’uffico, è sicuramente un praticante per la cravatta e perchè apparentemente legge un atto scritto in comics sans: deve avere davvero un cane di dominus.
Mi sieto a fianco a lui, mi accendo un’altra sigaretta.

– Ma che fai pratica?
– Si…
– Pure tu!
–  ….È praticante anche lei?!
Sorrido. – Ma no! Dicevo così, era per capire… Certo è una vergogna che quelli del tuo studio ti mandino a fare le notifiche.
– Ma no guardi, io non mi lamento.
– E ti devi lamentare, invece. Perchè eravamo una categoria rispettata quando ci lamentavamo. La gente si cagava in mano quando parlava un avvocato. E ora invece?
– …
– Lo vedi quest’ufficio?
– Certo.
– Lo trovi un posto di merda?
– Beh, potrebbe essere organizzato me-
– Non è un posto di merda! O meglio, è un posto di merda per noi avvocati. Ma questo qua, per gli ufficiali giudiziari è il paradiso in terra.
– Perchè scusi?
– Perchè lo vedi, loro si lamentano, dicono che lavorano troppo e vanno in piazza coi bonghetti a fare casino. E nel frattempo hanno trasformato il loro dovere in un favore che ci fanno a noi.
– …
– Eh si bello, perchè qui quando vanno a bussare la porta quelli delle agenzie, le porte si aprono. Se andiamo noi ci mandano a quel paese. Perchè queste sono caste da paura. E voi ragazzetti non lo avete ancora capito, perchè vi siete trovati la pappa pronta dei formulari sul sito di Mauro Vaglio.
Mi guarda spocchioso il bimbo.
– Ma guardi, io non sono troppo d’accordo.
– Spiegati.
– Io non sono d’accordo con questa storia che è sempre colpa degli altri, delle agenzie, degli ufficiali giudiziari, dei magistrati e della mediazione… Ma voi avvocati, nel frattempo, che avete fatto per farla funzionare ‘sta giustizia?
Gli meno o non gli meno?
– Senti bello, io ti volevo raccontà un pò la storia di ‘sta professione, ma tu mi sa che ancora non hai capito da che parte stai. Riparliamone tra 10 anni, bello. Vado a cercà un collega, uno vero.

Avv. Pierpaolo Porci

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