Salga su quella cazzo di nave.

di Studio legale Porci & Cane

Davvero, è troppo facile puntare il dito contro Schettino.
Io non ci sto a questo “coretto” indecoroso, a questa corsa alla ricerca del colpevole.
E’ molto semplice, per questi tromboni di giornalisti, individuare l’assassino, il mostro, il cattivo da mettere dietro le sbarre.
Qualcuno dice che fosse ubriaco, qualcuno che fosse a cena, qualcun’altro tutto il tempo al telefono. C’è addirittura chi sostiene che fosse nella cabina di una passeggera tedesca… ma sì! Facciamo a gara a chi la spara più grossa. Illazioni Signori miei, illazioni.
Questo è ciò che fanno i Professoroni del giorno dopo, quelli della tragedia annunciata e del “l’avevamo detto“. Quelli di una certa sinistra giustizialista.
Anche il Capo della Capitaneria di Porto, quello che al telefono da Livorno grida “Qui adesso comando io“, dov’era quando la nave ha percorso la stessa rotta, o forse non esattamente la stessa, altre volte. Perché anche gli scogli a volte si spostano, e se anche non si sono spostati, chi siamo noi per dirlo al di la di ogni ragionevole dubbio ?

Il Comandante Schettino è un napoletano, e questo è un dato di fatto. Una condizione oggettiva. Un handicap quando c’è da trovare il colpevole, il capro espiatorio.
E se anche fosse sceso dalla nave, possiamo biasimarlo, noi, per aver scelto la vita?
Quello non era il Titanic, lì non suonava nessun cazzo di violino.

Avv. Pierpaolo Porci

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