Appunti dall’Ultimo dell’anno.

di Studio legale Porci & Cane

È tutto pronto. Cinque minuti alle 20.30 ed è tutto pronto.
Charlie Parker with strings nella versione originale Mercury del 1950, non quella rimasterizzata nel ’95 dalla Verve, è già lì che ronza sul giradischi da almeno un quarto d’ora.
Temperatura esterna: 8°.
Temperatura interna: 22,5°.
Atmosfera: decisamente intima.
Possibilità di successo: altissime cazzo, altissime.
È la notte di S. Silvestro, momento che da sempre registra il picco massimo di suicidi nell’arco dell’intero anno, a tutte le latitudini.
Alla gente non piace fare bilanci ed accorgersi che anche quello appena trascorso è stato un anno di merda, come il precedente, del resto. E allora decide di farla finita, è pure comprensibile (la manovra poi non si può certo dire che abbia aiutato da questo punto di vista con la verde a 1,8).

Tra poco Barbara suonerà il mio campanello ed io fingerò grande impreparazione alla serata, anche se, come ho detto, è tutto pronto.
Mi siedo nervoso sul divano in attesa che qualcosa succeda e faccio zapping, giusto per rilassarmi un po’. Sullo schermo scorrono immagini senz’audio del Gobbo di Notre-Dame, il discorso di fine anno del Presidente Napolitano, un reality sottotitolato su MTV dove due ragazze spiegano come sia difficile crescere un figlio con un padre quattordicenne nel Minnesota, la pubblicità di una nota marca di aceto balsamico e la partita dei Chicago Bulls del giorno prima. Non mi importa di niente.
Sto pensando che forse andrò addirittura ad aprirle la porta in camicia, cravatta e boxer Polo, perché in fondo alle donne piace scoprire un uomo solo e impreparato; gli fa credere di poter portare ordine nelle loro “vite incasinate” (anche se sono ordinarie) e diete povere-di-vitamine. Non immaginano nemmeno che si possa ovviare alla presenza di una donna in casa con un oculato mix di integratori alimentari a buon prezzo tipo Multicentrum ed una filippina che abbia soltanto imparato a fare un cazzo di ragù.
Penso a tutto questo, al rombo in crosta di patate nel forno e al fatto che i Bulls sono diventati in due anni dei contenders nella Eastern conference e che ci sono riusciti pur avendo sul parquet Joakim Noah, uno dei giocatori più brutti dell’intera Lega, cosa che a mio giudizio amplifica di molto i loro già impressionanti risultati.

Quest’anno ho scelto di rimanere a casa con la sola compagnia femminile di Barbara. O meglio, Barbara, 32 anni, capelli di un castano normale, un viso normale, un seno normale, un lavoro normale e quant’altro possa rendere l’idea perfetta e rassicurante di normalità, è stata l’unica compagnia femminile che abbia accettato di trascorrere l’ultimo dell’anno a cena con me, dopo le defezioni non necessariamente in quest’ordine di Martina, Michela e Sabrina, tutte impegnate a festeggiare la notte di Capodanno nelle braccia del rispettivo nuovo fidanzato ad un Cenone etico di un qualche agriturismo biologico in Umbria. Dove comunque alla fine si mangia salame.

Devo ammettere che, contro la mia iniziale previsione, non è stato neppure troppo difficile convincerla, Barbara. È bastato dire che alla mezzanotte avremmo acceso un paio di stelline insieme e guardato i fuochi artificiali degli altri dal vecchio divano di pelle buttato dal vicino sul tetto del palazzo di casa mia. – Figo! – ha detto lei quando l’ho sentita al telefono.
– Sì, beh…già, figo. – ho risposto io.
Io e Barbara non ci vediamo da quasi tre anni, ma, realisticamente, non ero destinato a qualcosa di meglio per la notte del trentuno.
Massimiliano è al Circolo Canottieri Lazio insieme alla moglie e alla créme dell’avvocatura romana che non si preoccupa delle liberalizzazioni (ad onor del vero mi aveva anche invitato, però non me la sono sentita e così sono riuscito a svincolarmi dicendo che il mio smoking era in tintoria).
Pierpaolo invece è a sciare sulla neve con la famiglia. I miei sono a Parigi. Per un attimo ho persino pensato di chiedere al nuovo praticante che programmi avesse per il Capodanno, ma alla fine in un moto d’orgoglio ho desistito. La praticante beh…non mi frega assolutamente un cazzo di dove sia stasera la praticante, ci scommetto a fare tavoli con indosso mutandine rosse.

Finalmente sento suonare alla porta, mi alzo per andare ad aprire e in un movimento solo spengo la tivvù proprio mentre con la coda dell’occhio vedo Derrick Rose impalare una schiacciata a due mani davanti ad una difesa immobile dei Clippers. Quando apro e mi trovo davanti una donna sconosciuta ho ancora una smorfia sul viso e il telecomando in mano.

– Ma ciao Raffaele!!!
Alla faccia della normalità.
– Ehiiii… – pausa – Barbara!
– Allora ?! Mi fai entrare baby ?
Barbara è piuttosto in forma.
– Sì sì come no, scusami.. – sorrido – Entra entra! Vieni…
Ci abbracciamo, sono confuso.
– Santoddio che eleganza! Cos’è quello ? – Che hai portato ?!
– Oh è una sciocchezza… – fa lei già in mezzo al soggiorno – Giusto una bottiglia buona per brindare a questo 2012 !
– Oh – Un Gancia Asti?! – domando io abbastanza irriverente – Guarda che ne avevo già due di quelle, baby.
– Scemo…no!  – ride – Che poi è l’ultimo no ?! – aggiunge maliziosa, facendomi un occhiolino che io faccio finta di non vedere perché sono solo le otto e trentatré.
– Come dici ?! – fisso il suo rossetto, poi la scollatura generosa, poi di nuovo il rossetto. Finalmente riapre la bocca prima che entri in loop.
– La profezia maya no ?! Nel 2012 moriremo tutti ! – dice.
E io dico – Ah beh già! I Maya… Certo certo, moriremo tutti! – faccio gli occhi da pazzo e con una giravolta da pattinatore sul ghiaccio le sfilo il cappotto panna Max Mara e dico – Intanto però accomodati dai.

Si siede in pizzo sul divano incrociando le gambe muscolose e toniche che si intravedono sotto i collant dal disegno decisamente sexy.
– Allora ?! Quanto tempo è ? -domanda.
– Uhm… tre – pausa un po’ più lunga –  anni ? – rispondo, ma Barbara già è girata dall’altra parte.
– Carino qui!
– Grazie.
– No, ma che dici Raff! Tre anni ?!?
– Eh sì, tre anni, te lo giuro Barbara

Si guarda intorno e poi fa – Ah che bella questa musica… – Che cos’é? È così rilassante…
– Laura di Charlie Parker con una sezione ehm…d’archi – Vuoi un drink?!
– Oh sì, certo, che mi offri? – mi guarda ed io capisco che è praticamente pronta a tutto.
– Martini?
– Martini.
Le verso da bere in un bel bicchiere di vetro massiccio, regalo di Cécile, mentre lei si alza di nuovo in piedi irrequieta per dare un’occhiata ai libri nella libreria senza volerli veramente vedere e si accende una sigaretta.
– Posso fumare?
– Ehi, l’hai già accesa la sigaretta, bella.
– E Massimiliano come sta?
– Beh… – fisso un punto nel vuoto – alla grande. Massimiliano sta alla grande, sì. Sempre occupatissimo.
– Sempre sposato?
– Sempre sposato – dico con nonchalance, annuendo e guardando nel fondo del mio bicchiere.
Scusami – mi volto verso la cucina – Il rombo, nel forno. Torno subito.

– Ti piace il rombo ? – urlo dalla cucina.

Servo in tavola e la serata scorre più o meno su questo binario, mentre parliamo di lavoro, del rombo, dell’ultimo film di Woody Allen (e qui Barbara, già mezza sbronza per il vino, sottolinea quanto i dialoghi fossero assolutamente mediocri rispetto ai precedenti e io non posso che sentirmi di concordare), dei Bot a 6 mesi che ho fatto comprare a mia madre, perché un po’ bisogna pure crederci in questo cazzo di Paese, quando ad un certo punto la conversazione scema e cala il silenzio ed io sento il bisogno di allontanarmi un attimo e anche di andare a pisciare.
Con la scusa delle lenticchie torno in cucina, mi scolo un mezzo bicchiere di qualcosa di ambrato dimenticato sul tavolo forse da ieri, controllo il telefono.
Mi arrivano per sms i soliti auguri dell’avvocato di Avezzano e della moglie che non conosco “Possano i pidocchi di mille cammelli egiziani affliggere il culo di chi disturba il tuo 2012 ed il suo braccio si accorci tanto da non potersi grattare, Auguri di buon anno! Avv. Scrocca e consorte”.

Poco prima di mezzanotte saliamo sul tetto a vedere i fuochi del Sindaco Alemanno, come ho promesso per telefono. Fa oggettivamente un freddo cane e Barbara – che ha preordinatamente dimenticato il cappotto di sotto – si stringe a me per ricordarmi della presenza finora discreta del suo seno.
Sul divano sdrucito, con una Nastro in mano come un sedicenne, mi allungo e la bacio con forza sulla bocca senza sapere veramente perché. Lei mi lascia fare, ma io non sento niente se non il limoncello che si è bevuta poco prima di salire e tanto freddo. Più per istinto che per altro le infilo una mano tra le cosce ed inizio a toccarla. Lei ricambia e m’infila una mano gelida sotto la camicia, sulla schiena e poi giù nei boxer e quando dico – È fredda cazzo! – irrigidisco le chiappe, anche se non ce n’è bisogno.
– Raffaele – sussurra  al mio orecchio – Se soltanto avessi dimostrato tutto questo interesse quando ci siamo incontrati la prima volta…
Gesù quale interesse?! penso ed improvvisamente, mi viene in mente che devo rinnovare l’assicurazione scaduta della macchina – Che hai? – chiede Barbara preoccupata, io rispondo: “Niente” con lo sguardo fisso e perso nella notte illuminata dai fuochi in lontananza. E mi accorgo che questo Capodanno sono talmente svogliato che non ho neppure la fantasia di scopare.

Avv. Raffaele Cane

Charlie Mingus – Self-Portrait in three colors

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