Profumo di default.

di Studio legale Porci & Cane

Stamattina Massimiliano è entrato nella mia stanza annunciandomi preoccupato che lo spread tra i BTp ed il Bund tedesco aveva superato quota 570 punti ed il rendimento del BTp decennale italiano aveva sfondato per la prima volta la soglia ritenuta critica del 7%, punto di non ritorno a detta degli analisti. Io ho chiuso Facebook, ho ruotato di 90° la sedia girevole in direzione della finestra che dà su Piazza dei Quiriti ed ho incrociato le mani sulle ginocchia fissando l’orizzonte, in silenzio.
Che fine ha fatto Lucy Liu? Perché Hollywood non la fa più lavorare? E ancora: chi si sta scopando Eva Longoria? Domande.
– Oh c’è il delirio a Piazza Affari regà! – ha sbiascicato Pierpaolo affacciatosi in quel momento alla porta mentre pucciava la restante metà del suo cornetto nel caffellatte.
Ci voltiamo entrambi.
– Pierpaolo, per quale cazzo di motivo hai una tazza con su scritto Se non ora quando?
– Ah, la tazza?! Me l’ha portata una cliente… Una di queste neo-femministe indignate di Repubblica che fanno le slut walk in reggiseno, tacchi a spillo e si riempono la faccia di post-it.
Annuisco.
– Sì, le ho fatto una separazione consensuale dal marito e…
– Da chi la volevi separare Pierpà? Da una mucca?! – lo ha preso per il culo Massimiliano – È chiaro che l’hai separata dal marito no?! Ma ce l’ha grosse almeno?
– Ma che?
– Le bocce Pierpà, le bocce!

Che fighi i Porci. Così diversi, così ugualmente stronzi.
Il detto madre certa, padre incerto sembra fatto apposta per loro.
Li sento andarsene litigando come litigano due fratelli che si vogliono bene. Resto solo, coi miei pensieri hollywoodiani. Ma quando mi volto di nuovo, sulla scrivania trovo la copia del Sole24Ore di oggi dimenticata da Massimiliano che mi riporta all’attualità. Bund. BTp. Spread. Che parola minacciosa spread.
Ho vissuto bellamente 37 anni senza sapere il nome dei titoli di stato crucchi. E men che meno i punti che li dividevano dai nostri, di titoli di stato. Adesso sono gli ingredienti principali di una psicosi collettiva che sembra non avere fine.

In un momento storico del genere il pensiero non può non correre ad un tempo in cui questo era soltanto un Paese di merda e non un Paese-di-merda-sull’orlo-del-fallimento. Un tempo non lontano, in fondo, dove erano possibili carteggi come questo:

            Esimio Gran Maestro,
in questi giorni sto facendo confezionare al mio sarto una giacca in seersucker. Ho deciso che sarà monopetto, a tre bottoni, sfoderata e con spacchi laterali. So che questa tipologia di giacca richiederebbe le tasche applicate ma, confesso la mia debolezza, ho un invincibile idiosincrasia per questa soluzione. Ho perciò richiesto tasche tagliate, con pattine e fodera interna a soffietto, e taschino portabiglietti. Mi permetto di importunarla per chiederle un parere sui vari accostamenti possibili. Ho pensato di abbinare a questo capo pantaloni di foggia classica, con pincez e risvolti, in cotone blù scuro e grigio. Ho trovato delle pezze in un cotone grigio, spesso e lievemente cangiante, quasi indistinguibile all’occhio dalla saglia e ne ho fatto realizzare due pantaloni, uno in tonalità più chiara, l’altro più scuro. La camicia non potrà che essere bianca,e la cravatta blù scuro tinta unita in una brillante maglia di seta.Calze blù notte e classicissimi mocassini neri saranno corollari indispensabili. In versione sportiva da week end al mare,pensavo di accoppiare la giacca a pantaloni bianchi.Presso una sartoria militare della mia città mi sono fatto confezionare pantaloni estivi da ufficiale di marina.Sono praticamente dei chinos in tessuto di cotone bianco a costine (credo si chiami “duck”)senza pincez o risvolti,ma con un bellissimo taschino per le monete sotto la cintura.Ho chiesto al sarto di farli più snelli rispetto al modello regolamentare, e credo che si accoppino bene al seersucker ,insieme ad una camicia di lino bianco ed a mocassini blù scuro.Non mi convince molto l´accostamento col beige,mentre vedo in maniera simpatica quello ultrasportivo con i jeans (in denim azzurro o bianco).Sono tuttavia certo che molto ancora mi sfugge,e le chiedo di illuminarmi .Ringraziandola per i suoi preziosi consigli,colgo l’occasione per porgere a Lei e famiglia gli auguri per una Santa Pasqua.

Carmelo Pugliatti.    – 16 aprile 2006 

          Egregio Professore, 
per l’età ed il grado nella militanza estetica, Lei non ha alcun bisogno dei miei consigli, ma affronto con piacere una conversazione su un tema decisamente nuovo. 
Seersucker, bene! Un classico non per tutti, che in genere attira chi disponga di un guardaroba già avanzato. Mi permetta innanzitutto di non concordare sulla prevalenza delle tasche applicate. E parlo con riferimento non solo al palinsesto di reperti iconografici che mi vengono in mente, ma alle mie scelte personali. L’unica giacca di questo tessuto che abbia mai posseduto aveva le tasche a filo e tre bottoni bianchi. La acquistai bella e pronta a Nizza, insieme ad un blazer a righe (tipo club di canottaggio), in seguito ad una serie inesorabile di vincite nei casinò della riviera nel Giugno del 1982. La giacca mi seguì in molti viaggi, durò senza nulla chiedere per tanti anni e cadde, carica di gloria, quando – a quaranta anni – dismisi dall’armadio tutto ciò che non fosse su misura. Almeno sino ad oggi, non è stata mai sostituita. 
Poiché Lei non descrive disegno e colori, ritengo che si tratti di quelli più naturali al materiale, cioé i bastoni azzurri spaziati pari-pari con il bianco. Questa giacca è stata storicamente abbinata con pantaloni in tela di lana grigio scuro per ottenere effetti informali ad ampio spettro, ovvero con drill e piquet bianco o canvas rosso per le situazioni sportive. I pantaloni blu non appaiono inadeguati, ma non ricordano alla mia pur ben nutrita memoria alcun precedente di rilievo. Certamente è stato fatto, ma anche se sinora è mancato un successo pieno è probabile che Lei riesca. Certamente il seersucker non mancherà di amare il denim, mentre diffido dell´accoppiamento col grigio in cotone. Concordo pienamente con il bianco assoluto delle camicie e la titubanza sul chino beige. 
Auguro a Lei ed alla sua nascitura giacca le migliori fortune. 

Giancarlo Maresca   – 17 aprile 2006

Non credo ci sia da aggiungere altro.

Avv. R. Cane


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