Il gatto nella scatola

di Studio legale Porci & Cane

Tardi, è molto tardi.
Sono in ritardo per la consegna di lunedì: è sabato sera ed io sto qui a scrivere un mesto atto d’appello, invece di farmi una birozza con gli amici.

In un momento storico in cui ti ritrovi gli avvocati tra gli indignados a fare consulenza gratuita senza alcun documento in mano e sulla base di una descrizione del fatto chiaramente viziata da un’ora e 45 di sonno nella Quechua (che sono già 2 giorni che manifestano) o su Groupon, in promozione a 19 Euro, Io sono qui, all’1.23 a.m., a tentare di parare il culo alla Convenuta, quando è molto probabile che questa professione sia già bella che morta.

Amici che s’incazzano perché non ti vedono più. La ragazza che ti dice che così non ce la può fare. Tuo fratello che, in prossimità della nascita del secondo figlio, ti fa discorsi del tipo “se pensi di portare avanti questo stile di vita IO TI IMPEDISCO di fare famiglia: cresceresti solo degli infelici”.

Però se sono io che non dormo, che non esco, che non rido, perché “gli altri” s’incazzano?

In fondo, prima di me, prima della pratica forense o del “sogno” del lavoro da statale, Erwin Schrödinger aveva già capito che in talune situazioni non è che ci siano “ste gradi alternative”.

Per chi non sapesse chi è: Erwin è un tizio che – “allo scopo di dimostrare come l’interpretazione classica della meccanica quantistica (Interpretazione di Copenaghen) risultasse incompleta quando deve descrivere sistemi fisici in cui il livello subatomico interagisce con il livello macroscopico” (fonte Wikipedia) – s’inventò “il paradosso del gatto”.

Non sto facendo lo splendido, non sto portando avanti una MIA acuta riflessione: sto solo ampliando il ragionamento per arrivare, in 15 secondi di lettura, al punto.

Nel 1935 Erwin propose un esperimento in cui un gatto veniva messo in una scatola con una fialetta di veleno che si sarebbe rotta in un momento casuale.

Pertanto, dato che nessuno può sapere se o quando il veleno verrà rilasciato, finché la scatola non verrà aperta il gatto potrà essere considerato sia vivo sia morto.

Proprio come il gatto, “il praticante medio” finché è dentro la scatola (i 2/3 anni di pratica) è in uno “stato ondeggiante di superposizione” e, di conseguenza, ha potenzialmente le stesse probabilità di farcela, come di non farcela.

In altri termini, per la fisica quantistica finché non apri la scatola e non scopri il destino del gatto, entrambe le eventualità si verificano allo stesso tempo: vincente e perdente allo stesso tempo; ricco e povero allo stesso tempo; entusiasta ed infelice allo stesso tempo.

Solo aprendo la scatola e guardando dentro, il gatto/praticante si materializza nella realtà, ed è vivo o morto; avvocato con studio o disoccupato con disturbi ansiosi; vincente o perdente.

Quindi, non v’incazzate, che io sto solo cercando di aprire la scatola.

Il Praticante #1


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