Nespresso club.

di Studio legale Porci & Cane


Gentile Cliente,

nel momento in cui alle migliori abilità dell’uomo si associano i migliori tesori della natura, nasce un caffé eccezionale, Dhjana.
È la prima miscela ad edizione limitata prodotta grazie al programma Nespresso AAA Sustainable Quality e testimonia la nostra costante premura nel lavorare a stretto contatto con circa 40.000 produttori di caffé in Brasile, Colombia, Costa Rica, Guatemala, India, Messico e Nicaragua.
Insieme, abbiamo prodotto un caffé di alta qualità nel pieno rispetto dell’ambiente. Insieme, cerchiamo di migliorare i metodi di produzione, per incoraggiare l’uso delle soluzioni migliori per assicurare un futuro sostenibile ai coltivatori, attraverso risultati più affidabili, vantaggiosi e duraturi nel tempo.
Il frutto di questa collaborazione dinamica è Dhjana, un’abile combinazione delle Arabica più ricercate provenienti dal Brasile, Colombia  e Costa Rica e di Robusta dall’India. Intenso ed equilibrato, racchiude armoniosamente il carattere di ciascuno dei “cru” che lo costituiscono: con un corpo pieno e vellutato, rivela delicate note lattee, arricchite da un rinfrescante tocco fruttato. 

Ci auguriamo che possa apprezzare Dhjana, quanto coloro che ci hanno aiutato a produrre e distribuire questo Grand Cru.

Marco Zancolò
Direttore Generale
Nespresso Italiana S.p.a.

Cazzo, questi della Nespresso pensano di vendere Aston Martin.
In ogni caso, mi dico, sono mesi che ho terminato la scorta di cialde a studio. E se sono troppo pigro per ricordarmi di andare presso uno dei loro esclusivi punti vendita dislocati malissimo in giro per la città, mi costa altrettanta fatica scendere giù al bar dietro l’angolo per un caffè. Senza considerare poi che pochi posti sono tanto tristi e vuoti il pomeriggio quanto i bar in Prati.
Così prendo il telefono e compongo il numero del Servizio Clienti che trovo sulla lettera.

– ProntoServizioClientiNespressoclubBuongiornosonoNicoletta! In cosa posso esserle utile?
– Sì salve, volevo ordinare…del caffè.
– Certo, quanti astucci?
– Non so… quanti ne avete?
– …
L’operatrice sembra non apprezzare l’ironia, così interrompo il silenzio prima che diventi troppo imbarazzante: – Ne prendo…quindici.
– Perfetto, quindici.
– Guardi anzi… facciamo venti. Venti sì. Cifra tonda, ché viene l’inverno adesso.
– D’accordo, venti astucci. Ha già ordinato per telefono i nostri cru?
– Come scusi?
– Ha mai fatto ordini precedenti per telefono? – precisa.
– Ah, no. Mai. Prima volta.
Entra in stanza Pierpaolo agitando dei fogli in mano. Giacca sportiva color crema senza cravatta,  camicia estiva a righe larghe celesti e bianche, jeans e mocassino.
Se lo vede Massimiliano se lo  i n c u l a.
Ma poi penso che non c’è pericolo in effetti, perché Massimiliano è fuori Roma, a Torino con il praticante per il processo B*****t S.p.A.. E Pierpaolo lo sa.

Mi guarda e mi fa un gesto che vuole dire con chiccazzo stai parlando? ed io rispondo con un altro gesto che pressappoco significa lascia stare, niente di importante e poi fatti-i-cazzi-tuoi. Lui lo prende come un invito, perciò si siede sulla poltroncina davanti alla scrivania e si mette divertito in ascolto. Sta cercando di comunicarmi attraverso linguaggi non verbali che oggi ha tempo da perdere.

– Allora… – fa la voce dall’altra parte del ricevitore, riportando la mia concentrazione sul caffè – proviamo a vedere se per caso è stato già registrato sul… Mi darebbe i suoi dati gentilmente?
Assecondo Pierpaolo. La metto in vivavoce.
– Sì certo, dunque… Raffaele – scandisco lentamente – Cane… nato a Ro-
– Eccola qui! Avvocato Raffaele Cane, è Lei no? Nato a Roma il 13 ottobre 1974
– Sì, sì, sono io.
– Il computer mi dice che Lei ha diritto ad un omaggio da ritirare con il prossimo acquisto!
– Uh… di cosa si tratta?
– Biscottini danesi al burro.
– Ah.
Pierpaolo inizia a roteare platealmente la mano aperta in un gesto che internazionalmente (credo) significa me cojoni. O forse solo qui da noi.
– Sa già quali cru scegliere o desidera parlare con un Esperto del caffè?
– No, la ringrazio, niente Esperto.
– Mi dica allora, che ci mettiamo?
– Sì dunque… Facciamo tre Indriya dell’India, due Rosabaya de Columbia, tre Roma, due Arpeggio, due Dulsão do Brasil, tre Ristretto, due Volluto… – My favorite! sghignazza Pierpaolo fuoricampo.
– E siamo a diciassette, ne mancano tre.
– Benissimo, ne aggiunga allora una confezione ai primi tre che le ho detto.
– Non vuole provare il nuovo Grand Cru Dhjana?
– Hmm…No, grazie.
– È sicuro? Sta andando molto tra i nostri clienti… È intenso, ma fruttato… si ricorda Kazaam in edizione limitata?
– Guardi le ho detto di no, grazie! Va bene così, davvero.
– D’accordo, chiedevo tante volte avesse curiosità… L’indirizzo? Mi conferma quello che ho qui? Piazza dei Quiriti 4, Roma?
– Confermo.
– Perfetto, un corriere espresso Le consegnerà gli astucci domattina intorno alle 12, insieme ai biscottini danesi. O li vuole ritirare un’altra volta?
– Penso che domani vada bene.
– Allora sono 76 euro, spedizione gratuita per ordini sopra i 60.
– Molto bene. Lo sa che lei ha proprio una bella voce Auretta?
– Grazie, mi chiamo Nicoletta.
– Sì, Nicoletta, mi scusi… E quanti anni ha, Nicoletta?
– Non dovrei insegnarle io avvocato che non si chiede l’età ad una donna! – ride.
– Giusto, allora posso invitarla fuori a cena una sera di queste? Oppure
– Avvocato Cane, – mi interrompe subito con tono di chi sta per scusarsi, ma io non mi fermo e anzi rilancio – Oppure se una cena è troppo impegnativa…un aperitivo in centro!
– Avvocato…
– È fidanzata vero?
Sento Pierpaolo dire: “Dopo i 25 sono tutte fidanzate, coglione.” Mi trovo, mio malgrado, a dover concordare con lui.
– Ma un innocente aperitivo… – insisto.
– No, Avvocato… io sono a Milano! Capisce?! Mi-la-no.
– Certo, Milano, giusto… Bellissima città! Tutti quelli che la visitano ne parlano male, ma chi la conosce veramente poi Milano?!
– Eh già… Allora Le auguro buona giornata e buon lavoro!
– Sì, altrettanto, altrettanto e mi scusi di nuovo.
Butto giù la cornetta, mi dondolo sulla sedia.

– Allora, che vuoi? Che sono quei fogli?
– Niente, un ricorso, me lo devi firmare che non posso farlo a nome mio.
Lo guardo. Fa spallucce. – Vabene Pierpà, mi fido. Non hai scritto puttanate no? Non c’è bisogno che controllo…
– Tranquillo…
– Tranquillo un cazzo. L’ultima volta che ho firmato un tuo atto ci hanno eccepito la Convenzione di Montreal del 1999 sul trasporto aereo internazionale e da che ci dovevano ridare indietro i soldi abbiamo dovuto pagare pure le spese!
– Ti ho detto stai tranquillo Lele!

– Comunque che falso! Mi fa specie di te. Hai sempre detto che Milano era una merda e che non ci andresti a vivere mai!
– Vai a cagare Pierpaolo.

Avv. Raffaele Cane

What else? Grand Cru, Volluto

Annunci