“C’è del marcio a Corso Francia”.

di Studio legale Porci & Cane

“Something is rotten in the state of Denmark” è la battuta che rende celebre il personaggio di Marcellus, sentinella del castello di Elsinore, nell’Amleto di Shakespeare. Dove rotten sta per marcio e Denmark sta per… ok, Danimarca. Ma il punto è che… in Amleto alla fine si trattava solo di un fantasma con le sembianze del vecchio Re defunto ed un sacco di spade avvelenate. Qui c’è qualcosa di molto più grosso, di molto più marcio.
La scorsa settimana a Roma un autista in servizio della TPL, società che gestisce alcune linee per l’Atac, ha fermato l’autobus di cui era alla guida in mezzo alla strada (o forse avrà “accostato”, per quanto sia possibile accostare un autobus in doppia fila a Roma alle 10 di mattina), ha aperto le porte, è sceso, ha attraversato schivando alcune auto ed ha prelevato al bancomat.

Ebbene sì, ha prelevato al bancomat.
Dopo qualche minuto, con tutta tranquillità e sotto gli occhi di tutti i passeggeri increduli, è risalito sul suo autobus, ha messo in moto ed è ripartito.
Aveva bisogno di contante? Aveva bisogno di contante sull’autobus?! A che minchia ti serve il contante sull’autobus?! Senza rendersi conto che così facendo stava commettendo un reato chiamato interruzione di servizio pubblico, perseguibile ai sensi dell’art. 340 del codice penale fino ad 1 anno di reclusione. Robetta. Tanto fino a due ti becchi la condizionale e al gabbio ci va Jamal.
Il tutto è stato puntualmente filmato e documentato da un lettore di repubblica.it (un compagno spione con lo smartphone) che non ha mancato di inviare il reportage alla redazione del giornale ed ora pare che l’autista dovrà essere ascoltato dall’azienda, che valuterà se licenziarlo o meno, non prima di aver sentito le sue giustificazioni però (“Ho avuto un bisogno compulsivo di prelevare Capo.”).

E oggi ho ascoltato distrattamente un avvocato affermare camminando che in questo Paese la giustizia è sempre dalla parte di chi non paga (giusto) e bestemmiare – sempre camminando, ma un po’ più vigorosamente – per la sfortuna che proprio oggi era incappato nel giudice che sta dalla parte di chi ha diritto. Roba da matti, direbbe il buon vecchio Mike.
Più tardi, in cancelleria, ne ho sentito un altro fare serio al collega mentre ascoltava in sottofondo alla radio Last Friday Night: “Vorrei essere in un video di Katy Perry. – Poi ci ha pensato su un attimo ed ha aggiunto – Anzi, vorrei essere Katy Perry!”.
Ho visto un signore distinto sulla quarantina in un completo blu scuro e scarpe da barca Lumberjack ai piedi con calze verde marcio. Una cancelliera grassa alla IV mobiliare mi ha fatto l’occhiolino dopo un deposito. Ed io ora sto chattando con una minorenne su Whatsapp. Una minorenne, capite?
Voglio dire, non c’è davvero bisogno di arrivare a parlare del Premier.

Avv. R. Cane

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