Ansia e riforma.

di Studio legale Porci & Cane

Citato a comparire il 16 settembre. Io non lo so, aveva proprio fretta questo grande professionista di tornare in tribunale. Grande testa di cazzo, ma non lo vedi che non ci sono più le mezze stagioni, e che a Roma alle 10 del mattino a settembre ci sono 36 gradi. Il rientro è stato uno scherzo, ora qui mi devo mettere a lavorare, davvero.

Che poi quest’anno ho anche una discreta voglia, oggi ho scritto questa conclusionale in un tempo ragionevole. Sono venute fuori tre belle paginette. Due e mezzo a dire il vero. Certo Massimiliano mi romperebbe un sacco le balle se vedesse una conclusionale di 3 pagine. Già lo immagino “Pierpaolo, ne vale l’immagine dello Studio…”. E io quante pagine ho scritto non glielo dico a Massimilano. Il “professore” figurati se non fa un romanzo come conclusionale. Che poi davvero la conclusionale non serve a niente. Cioè fare copia e incolla della comparsa di risposta e della citazione tagliando la giurisprudenza non mi sembra granchè utile.

Mi viene il dubbio di non aver capito come si fa la conclusionale.

Per questo apro e riapro il codice, art. 190. “…debbono essere depositate entro il termine perentorio di sessanta giorni dalla…”, ma dico: cazzo, lo vogliamo dire a cosa serve una conclusionale?!

Secondo me non serve a un cazzo una conclusionale.

Il processo si dovrebbe riassumere a citazione e repliche alla citazione. Se poi proponi riconvenzionale diamo una replica anche all’attore. Il giudice poi decide. Entro 60 giorni.

A quel punto si che il giudice lo tieni stretto per i coglioni.

Invece no. Io devo fare la conclusionale, la praticante è una ritardata e ha scritto una serie di cagate immani sulla bozza, ed il praticante non lo posso toccare.

Massimiliano mi ha proibito di avvicinarmi al praticante, penso che abbia fantasie strane sul suo ruolo di dominus. Lui immagina di sverginarlo, da un punto di vista professionale, ovviamente. Ma Cristo quanto mi spaventa mio fratello.

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